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Nome dell'oggetto: Pendente in osso con motivi circolari |
| Tipologia di oggetto: Jwellery |
| Cronologia: 7.000 - 3.500 bc |
| Museo di: Museo Nazionale Preistorico Etnografico L. Pigorini |
| Periodo : Neolitico Antico Finale (6300-5800 BP) |
Il pendente, realizzato in osso e decorato con file di fori, è stato rinvenuto tra gli oggetti di corredo di un inumato di sesso maschile sepolto all’interno della Grotta Patrizi. L’uomo al quale appartenne il pendaglio in osso fu probabilmente un personaggio importante della sua comunità, e venne sepolto con un rituale del tutto particolare.
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Dove si trova e caratteristiche principali |
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Dipartimento: Rome |
Numero di inventario: 103254b |
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Nome dell'oggetto: Pendente in osso con motivi circolari |
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Materiale: Osso (metacarpo di pecora) |
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Metodo di fabbricazione: Levigatura, incisione |
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Tipologia decorativa : Incision |
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Segno distintivo: |
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STATO |
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Conservazione: Good |
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Restauro: No restored |
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Completezza: Incomplete |
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DIMENSIONI |
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Lunghezza: |
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Altezza: |
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Diametro: |
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Larghezza: |
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Spessore: |
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Peso: |
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CRONOLOGIA D’USO |
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Epoca: Neolitico |
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Cultura: “Ceramica a linee incise” |
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Periodo: Neolitico Antico Finale (6300-5800 BP) |
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Fase: |
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Cronologia assoluta: 6300-5800 BP |
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RINVENIMENTO |
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Data: 1949-59 |
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Nazione: Italia |
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Distretto: Lazio |
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Città di appartenenza: Roma |
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Villaggio: Cerveteri |
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Luogo della scoperta: Grotta Patrizi al Sasso di Furbara (Cerveteri, Roma) |
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Condizioni di rinvenimento: Archaeological excavation |
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Tipologia di rinvenimento: Deposit |
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APPROFONDIMENTI |
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Morfologia dell’oggetto: |
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Frammento di placchetta rettangolare in osso, con un foro all’estremità conservatasi, recante tre file di forellini impervi ed i resti di un’altra fila. La placchetta è decorata sulla faccia decorata e conserva il tessuto spugnoso sull’altra. |
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Decorazione: |
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Inscrizione: |
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Analogie: |
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Tra gli oggetti di corredo della stessa sepoltura è stata rinvenuta un’altra placchetta d’osso rettangolare, con un foro su ciascuna delle estremità, interamente levigata anche sui margini (conservata al museo Pigorini, n. inventario 103254a).
Per quanto riguarda più in generale gli aspetti del rituale funerario di grotta Patrizi si possono riscontrare delle analogie con la grotta dell’Orso, in Toscana. In entrambe le grotte si osserva la comparsa, rispetto alla fase precedente del Neolitico Antico, di nuovi rituali caratterizzati da elementi quali: ornamenti personali, vasi, conchiglie, oggetti particolari. Continua l’uso dell’ocra, diviene frequente il cinabro, appaiono i circoli di pietra e aumenta la presenza, di chiara valenza simbolica, di macine nelle sepolture. Rispetto alle fase precedenti una novità è anche la variabilità della posizione degli inumati, posti indifferentemente sul fianco destro, su quello sinistro, o addirittura seduti, rispetto alla tipica posizione su fianco sinistro del Neolitico antico. Un elemento nuovo è anche quello della trapanazione del cranio, operazione che può essere interpretata sia con funzione terapeutica, che in chiave rituale. |
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Interpretazione: |
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Il pendente è stato rinvenuto tra gli oggetti di corredo di un inumato di sesso maschile sepolto all’interno della Grotta Patrizi. Questa caverna, costituita da vari livelli di gallerie e camere ricche di stalattiti e stalagmiti, fu frequentata durante il Neolitico per uso funerario: al suo interno, nelle diverse camere, vi erano infatti almeno otto deposizioni. L’uomo al quale appartenne il pendaglio in osso fu probabilmente un personaggio importante della sua comunità, e venne sepolto con un rituale del tutto particolare. Innanzitutto venne dato un carattere monumentale alla sua struttura funeraria, costruendo attorno all’inumato una protezione di pietre per isolarlo e proteggerlo, ed accostandogli dei circoli di pietra al cui interno furono deposti vasi di varie forme, alcuni dei quali di fattura fine e decorati, e delle macine.
L’uomo, inoltre, aveva subito due volte la trapanazione del cranio: sappiamo che questa operazione fu effettuata sull’uomo ancora vivente, il quale sopravvisse all’intervento, e che fu ripetuta qualche tempo dopo. La trapanazione potrebbe essere stata effettuata al fine di rimuovere o dare sollievo a fatti morbosi su di un individuo che non doveva essere normale, date le anomalie che sono state riscontrate a carico del cranio, dell’apparato masticatorio e di quello muscolare. A questo proposito si può osservare che confronti etnografici mostrano come presso alcune “popolazioni primitive” attuali lo stregone è in genere una persona con anomalie fisiche o psichiche. Se non è possibile ipotizzare quale fosse il ruolo dell’inumato di Grotta Patrizi all’interno della sua comunità è certo che esso avesse uno status ed un prestigio particolare, tale da essere trattato con riguardi e rituali speciali rispetto altri inumati sepolti nella stessa grotta.
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Bibliografia: |
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BAGOLINI B., GRIFONI CREMONESI R., 1987, Il Neolitico italiano: facies culturali e manifestazioni funerarie, Bullettino di Paletnologia italiana, 85, n.s., III, pp.139-170
FAVATI VANNI V., 1962, Resti ossei umani di Grotta Patrizi (Sasso di Furbara), Archeologi,a Antropologia, Etnologia, XCII, pp.403-410
GERMANÀ F., FRONACIARI R., 1992, Trapanazione, craniotomie e traumi cranici in Italia dalla preistoria all’età moderna, Pisa
GRIFONI CREMONESI R., 1967, La grotta dell’Orso di Sarteano, Origini, I, pp.53-115
GUILANE J., CREMONESI G., 1987, L’habitat néolithique de Trasano (Matera- Basilicata). Prémiers résultats, Atti XXVI Riunione scientifica Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze, pp.707-720.
PATRIZI S., RADMILLI A.M., MANGILI G., 1954, Sepoltura ad inumazione con cranio trapanato nella grotta Patrizi al Sasso di Furbara, Rivista di Antropologia, XLI, pp.33-68
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ANALISI E DETTAGLI |
Tipo: |
Laboratorio: |
Numero/codice: |
COMPILATO DA |
Nome: Chiara Delpino, Vincenzo Tinè |
Istituzione (Museo di): Roma - IT |
Data: 10-2005 |
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